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Silvestro Lega - Parco Culturale di Camaiano

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Silvestro Lega
Silvestro Lega nasce a Modigliana , in Romagna,  l’ 8 dicembre 1826.
Nel 1886, tramite l’allievo Angiolo Tommasi, il Lega arriva al Gabbro in un momento della sua vita molto triste e doloroso: a Piagentina, dove furono gettate le prime basi della pittura della macchia,  il Lega aveva stretto un grande legame affettivo con la famiglia Batelli, specialmente con Virginia, la quale morì a soli 35 anni di tubercolosi e con lei altri membri di quella famiglia. Questo, insieme a profonde delusioni professionali gli causarono una grave depressione.
Al Gabbro però riuscì a ritrovare una sua certa serenità, stimolato dalla bellezza della campagna livornese e dalla compagnia della famiglia Bandini che lo ospitò nella Villa di Poggio Piano. Qui il pittore instaurò un ottimo rapporto di amicizia con la padrona di casa Clementina Fiorini (vedova Bandini) come testimonia la lettera ricopiata qui a fianco, e sovente lei e le figlie posarono per lui.
Ecco alcune righe prese dalle memorie di Giulia Bandini (la primogenita) in cui ricorda alcuni tratti del pittore:
…Era completamente ateo ed aveva idee repubblicane. Per questo i gabbrigiani se la dicevano con il Lega e la sera si mettevano volentieri a fare due chiacchiere con lui davanti alla porta della locanda dove stava. Era fanatico dei bambini e gli piacevano tantissimo gli animali, soprattutto i cani. Per i fiori poi aveva una passione grandissima e bisognava vedere come era capace di entusiasmarsi quando ne aveva dei belli e quanti discorsi era capace di fare su di un fiore…
Alcuni ritratti delle sorelle Bandini:
Silvestro Lega non fece una vita troppo agiata e non fu nemmeno fortunato con la salute. La sua pittura così diversa da quella risorgimentale non veniva accolta facilmente con entusiasmo. Il Lega, come gli altri Macchiaioli, ricercava il bello nel vero e lo rappresentava con un animo e un'interpretazione allora non ancora del tutto apprezzati.
La sua fortuna in vita fu quella di essere ben voluto e di avere avuto buoni amici che lo hanno aiutato nei momenti più difficili, come testimoniano alcune lettere (come quella ricopiata qui a fianco) conservate fino ai giorni d'oggi. Negli ultimi anni al Gabbro era addirittura quasi cieco, faceva fatica a distinguere i colori e i particolari, questo, come si può ben immaginare, lo affliggeva molto. Giulia Bandini ha ricordato che quando si impegnava a perfezionare un lavoro finiva con il rovinarlo e allora ci si infuriava buttando all’aria pennelli e il resto.
Partiva dal Gabbro per Livorno con i suoi quadri e li vendeva a poco prezzo, così da pagarsi da vivere. Per invogliare gli amici e i conoscenti a comprare dei suoi studi o schizzi diceva: “Comprate e quando sarò morto chissà quanto ve li pagheranno questi miei lavori!”
Interessato al vero, alla quotidianità della vita rurale e alla dura femminilità delle donne locali, Silvestro Lega riesce a cogliere l’essenza di questi luoghi, essenza che ancora oggi si può sentire tra i colori, le vedute ed i luoghi che ancora esistono tra i campi coltivati, la macchia e i vicoli di paese.
Galleria di alcuni dipinti di Silvestro Lega:
Silvestro Lega morirà a Firenze, nell’ospedale di San Giovanni di Dio il 21 Novembre 1895, in seguito ad una gravissima malattia allo stomaco.
Nel 1990 il Gabbro ricordò Silvestro Lega con una mostra dei dipinti, allestita a Villa Poggiopiano. In occasione dell'inaugurazione fu posta una targa in marmo sopra all'ingresso della casa in cui aveva soggiornato per quasi un decennio. Anche un busto in Piazza della Chiesa testimonia l'affetto e la stima dei gabbrigiani per il pittore.
Inoltre, nel mese di Maggio 1992, in presenza dell'allora Sindaco di Rosignano Marittimo Gianfranco Simoncini, la scuola elementare del Gabbro fu intitolata «Silvestro Lega» per onorare il pittore.


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